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Endometriosi e adenomiosi in azienda: le malattie invisibili che impattano il lavoro

Endometriosi e adenomiosi in azienda: le malattie invisibili che impattano il lavoro


"Non sembri malata." È la frase che molte donne con endometriosi si sentono dire sul posto di lavoro, spesso il giorno dopo una notte passata tra dolori, nausea e insonnia. Il problema è esattamente questo: l'endometriosi e l'adenomiosi sono malattie invisibili. Non si vedono, non si misurano con un termometro, e chi ne soffre impara molto presto a nascondere i sintomi per paura di essere giudicata, sottovalutata o penalizzata.

Per un'azienda, questo silenzio ha un costo. In Italia, si stimano oltre 30 milioni di giornate lavorative perse ogni anno per cause legate all'endometriosi. Tre milioni di donne convivono con questa diagnosi, e il tempo medio per arrivarci è di circa sette anni. Sette anni in cui la persona lavora, performa, si assenta, torna, compensa, si sfinisce — e nessuno in azienda sa perché.

Questo articolo è pensato per HR, manager e responsabili welfare che vogliono capire cosa sono queste patologie, come impattano la vita lavorativa e, soprattutto, cosa può fare l'azienda per trasformare l'invisibilità in supporto concreto.

Cos'è l'endometriosi

L'endometriosi è una malattia cronica infiammatoria in cui un tessuto simile all'endometrio — la mucosa che riveste internamente l'utero — cresce al di fuori dell'utero: su ovaie, tube, peritoneo, intestino, e in casi più rari anche su polmoni e diaframma. Questo tessuto risponde agli ormoni del ciclo mestruale, si gonfia, si infiamma e provoca dolore, spesso intenso.

I numeri italiani sono significativi. Secondo i dati più recenti dell'Istituto Superiore di Sanità, oltre 1.800.000 donne in età riproduttiva convivono con una diagnosi confermata di endometriosi, con una prevalenza di 1,4% nella popolazione femminile tra 15 e 50 anni. Altre stime, come quelle del Ministero della Salute e della Fondazione Italiana Endometriosi, parlano di circa 3 milioni di donne colpite se si considerano anche i casi non ancora diagnosticati. Il picco di incidenza è tra i 25 e i 35 anni — esattamente la fascia d'età in cui le donne sono nel pieno della vita lavorativa.

Nel 2023 il Parlamento italiano ha riconosciuto l'endometriosi come malattia cronica invalidante.

Cos'è l'adenomiosi

L'adenomiosi è la "sorella" meno nota dell'endometriosi, ma non meno impattante. In questo caso, il tessuto simile all'endometrio non cresce all'esterno dell'utero, ma si infiltra all'interno della parete muscolare dell'utero stesso. Il risultato è un utero ingrossato, infiammato e dolorante.

I sintomi sono spesso sovrapponibili a quelli dell'endometriosi, ma con alcune specificità: mestruazioni molto abbondanti (tanto da richiedere cambi frequentissimi), crampi intensi e prolungati, dolore pelvico cronico, gonfiore addominale e una stanchezza profonda legata all'infiammazione costante. Alcune donne descrivono la sensazione come "contrazioni" che si ripresentano ogni mese.

La ricerca stima che fino a una donna su cinque possa avere adenomiosi, ma il dato reale è probabilmente più alto perché la diagnosi richiede un'ecografia transvaginale eseguita da personale esperto — e non tutti i clinici sono formati per riconoscerla. Per anni l'unico modo per confermarla era l'isterectomia, il che spiega perché sia stata storicamente sotto-diagnosticata.

Endometriosi e adenomiosi possono coesistere nella stessa persona e spesso lo fanno, sommando i rispettivi effetti.

Come queste malattie impattano il lavoro

L'impatto non è episodico, è sistemico. Non si tratta di "qualche giorno di mal di pancia": si tratta di una condizione cronica che altera l'energia, la concentrazione, il sonno, l'umore e la capacità di pianificare. E che lo fa in modo ciclico ma imprevedibile, rendendo impossibile sapere con certezza come ci si sentirà la settimana prossima.

Sul piano fisico, il dolore pelvico cronico e le mestruazioni molto abbondanti rendono alcune giornate lavorative estremamente faticose. Spostarsi, stare sedute a lungo, partecipare a riunioni in presenza, affrontare trasferte: attività normali che in certi giorni diventano una prova. A questo si aggiunge la stanchezza profonda legata all'infiammazione cronica — non la normale stanchezza di una settimana intensa, ma un esaurimento che non si risolve con una notte di sonno.

Sul piano cognitivo, l'infiammazione produce quella che in inglese viene chiamata "brain fog": nebbia mentale, difficoltà di concentrazione, parole che si perdono a metà frase, la sensazione di dover lavorare il doppio per fare quello che prima veniva naturale. Non è immaginazione, è una risposta fisiologica documentata.

Sul piano emotivo, la convivenza con il dolore cronico e l'imprevedibilità dei sintomi generano ansia, frustrazione e, nei casi più gravi, depressione. I dati della Fondazione Italiana Endometriosi indicano che il 70% delle pazienti lavoratrici vive una forma di stress cronico legato alla necessità di nascondere la malattia sul posto di lavoro. Fino al 50% delle donne con endometriosi dichiara di aver dovuto fingere di stare bene per non perdere opportunità lavorative o evitare giudizi.

Il risultato è un circolo vizioso: la persona lavora mascherando il dolore, compensa con uno sforzo extra nei giorni migliori, arriva esausta ai giorni peggiori, usa ferie e permessi per gestire i sintomi, e alla lunga rischia il burnout. L'azienda, nel frattempo, perde produttività senza capire perché — e in molti casi perde direttamente la persona, che sceglie di dimettersi piuttosto che continuare a fingere.

Cosa può fare l'azienda: cinque interventi concreti

La buona notizia è che supportare le dipendenti con endometriosi e adenomiosi non richiede investimenti enormi. Richiede consapevolezza, volontà e pochi aggiustamenti organizzativi che fanno una differenza sostanziale.

Formare manager e HR sulla realtà delle malattie invisibili. Il primo ostacolo è l'ignoranza, non in senso offensivo ma letterale: la maggior parte dei manager non sa cosa siano endometriosi e adenomiosi, non ne conosce i sintomi e non sa come rispondere quando una dipendente ne parla. Un webinar di sensibilizzazione — anche solo un'ora, tenuto da una professionista della salute — cambia il livello di comprensione di un intero team. È esattamente il tipo di intervento che This Unique offre attraverso il proprio medical board, con webinar dedicati al tema delle "malattie invisibili" che includono endometriosi, adenomiosi e altre condizioni croniche spesso ignorate nel contesto lavorativo.

Offrire flessibilità oraria e lavoro ibrido nei giorni critici. Non servono policy complesse. Basta che la persona sappia di poter lavorare da casa nei giorni in cui i sintomi sono più intensi, o di poter spostare una riunione senza dover giustificare nel dettaglio il perché. La flessibilità è lo strumento più efficace per evitare che la malattia si trasformi in assenteismo: se la persona può adattare la giornata ai propri sintomi, continua a lavorare; se è costretta a essere in ufficio dalle 9 alle 18 anche nei giorni peggiori, si mette in malattia.

Installare dispenser di assorbenti nei bagni aziendali. Le mestruazioni abbondanti sono uno dei sintomi più frequenti di endometriosi e adenomiosi. Avere accesso immediato a un assorbente nel bagno dell'ufficio, senza doverlo chiedere o cercare, riduce il disagio quotidiano e comunica attenzione concreta. Per una panoramica completa su tipologie e processo di installazione, rimandiamo alla guida ai dispenser di assorbenti in azienda.

Creare un linguaggio interno rispettoso e informato. Eliminare battute sul ciclo, commenti sulla "sensibilità femminile" o domande invasive. Costruire un ambiente in cui una dipendente possa dire "oggi ho bisogno di lavorare da casa per motivi di salute" senza che questo diventi oggetto di gossip o di giudizio implicito. La cultura aziendale si costruisce nelle conversazioni quotidiane, non solo nelle policy scritte.

Facilitare l'accesso alla prevenzione e ai consulti medici. Il tempo medio per una diagnosi di endometriosi in Italia è di sette anni. L'azienda può contribuire ad accorciare questo percorso offrendo accesso a consulti ginecologici, screening e visite specialistiche — direttamente sul luogo di lavoro o tramite teleconsulto. This Unique offre questo tipo di servizio attraverso il proprio medical board, con consulti online e visite in azienda che abbassano la barriera più concreta all'accesso alle cure: la mancanza di tempo.

Endometriosi, adenomiosi e certificazione di parità di genere

Le iniziative di supporto alle malattie invisibili rientrano a pieno titolo nei requisiti della prassi UNI/PdR 125:2022 per la certificazione di parità di genere. Rappresentano evidenze documentabili di politiche attive di inclusione e benessere, misurabili attraverso il numero di webinar erogati, le persone raggiunte, i consulti medici offerti e i feedback raccolti.

Per le aziende che stanno costruendo il proprio bilancio di sostenibilità, un programma di sensibilizzazione sulle malattie invisibili è una voce ESG a tutti gli effetti: rientra nella dimensione sociale dell'impatto aziendale e dimostra un impegno concreto verso il benessere delle persone che va oltre il welfare tradizionale.

Oltre la consapevolezza: un invito all'azione

Sensibilizzare è il primo passo, ma da solo non basta. L'obiettivo non è che l'azienda "sappia" che l'endometriosi esiste: è che costruisca un ambiente in cui chi ne soffre possa lavorare con dignità, senza dover scegliere ogni giorno tra la propria salute e la propria carriera.

Oltre 250 aziende in Italia hanno già scelto This Unique per costruire ambienti di lavoro più inclusivi e attenti alla salute femminile. Il percorso può iniziare da un dispenser di assorbenti nei bagni, da un webinar sulle malattie invisibili o da un programma completo di welfare mestruale.

In tutti i casi, il punto di partenza è una conversazione.

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